“Ragazzi, ma lo sapete che ora sono?”
Mi giro nel letto, il mio braccio segue il movimento del corpo disegnando un arco in aria e piombando come morto sul pavimento. Dopo qualche tentativo trovo il cellulare tastando il terreno. La luce è accecante, mi entra negli occhi ed il fastidio è talmente molesto che mi sveglio all’istante, incazzata. Una e mezza. Oddio! “Ragazzi, tra mezz’ora andiamo!”. Scale di corsa. Doccia. Phard. Maglietta. Rimmel. Phon. Calze. Orecchini. Scarpe, pronta. Mi fermo un attimo. Respiro, aspetta: ma DOVE dobbiamo andare? Vengo sollevata di peso nel corridoio di casa e gettata, sempre si peso, in macchina. Dopo una mezz’ora di macchina in cui ho fatto da maestra ad A. che lentamente si sta auto-istruendo all’italiano, arriviamo a La Bisbal, una piccola corte di casette rosse con soffitti azzurro cielo e porticine minuscole d’ingresso. Ciottolato a terra e nubi grigie come contorno. Ancora non mi sono svegliata, che cosa devo fare qui? Entriamo in un ristorante. Che diavolo ci fa Nerea in cucina?
Un flash, compleanno di Prema, ristorante di Dani. Ora connetto, sono sveglia. Pica pica, insalate con uvetta, pollo con patate e gelato di frutta secca con liquore e cialda. Sto diventando una botte stando qui, ma come dice Melissa (che tra l’altro non vedo da una vita), è sempre colpa de ciclo: o ce l’hai, o deve arrivare o sei nel mezzo e il tuo umore è instabile. Dopo una serie di figure divertenti del mio compagno di giochi A. , sempre connesse con il cibo naturalmente, ci alziamo da tavola e ci dirigiamo a conoscere le abuele del paese, nonne di Dani. Qui le donne sono forti e vigorose, eleganti e decise. Possiedono grazia e carisma, e sono così da generazioni. Al rientro in casa ci siamo divertiti a farci tatuaggi e abbiamo deciso di andare al cinema. Sììììììììììì! Dopo venti giorni, finalmente cinema! Mi mancava: come esperienza in sapgna e come emozioni. Buried è a dir poco spettacolare. Rayan Raynolds ti tiene incollato allo schermo per novanta minuti, fino all’ultimo secondo, senza provare claustrofobia (è ambientata solo in una cassa in cui si risveglia il protagonista) ne noia. La sceneggiatura è preziosa, una grande critica senza risultare pesante o polemica. Se “In linea con l’assassino” vi è piaciuto, questo vi farà venire i brividi. Qui senza macchina non si vive. Per andare ovunque si deve prendere la macchina altrimenti rimani in casa tutti i giorni. Non potrei mai vivere in un paesino, che sia qui o in Italia.
Cena alle undici e mezza con ciò che rimaneva del pranzo di ieri davanti ad una peli. Woody Allen in Italiano sottotitolato. Annie Hall è magica, nevrotica e divertente. Mi ricorda qualcuno. In realtà l’intera coppia mi ricorda qualcuno. Come al solito si va a dormire alle tre, più tendenti alle tre e mezza, avendo cominciato a fantasticare su copioni immaginari e sceneggiature improbabili. Finalmente sonno con il gatto assassino ai piedi che ogni due per tre morte e fa il coniglio ai piedi. Questi sono giorni tranquilli, devo ricaricare le energie per riappropriarmi dell’onda positiva che ho perduto. E quale posto migliore di questa casa. Intanto un’agenzia mi ha contattato però è di hostess e promoter, per arrotondare non è male ma come primo lavoro non è molto il caso di farci affidamento. Speriamo, sempre speriamo e pensiamo positivo.
E domani è un giorno nuovo.
Baci, baci.
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