Sto perdendo il loop perché grazie a dio ho avuto qualche cosa da fare in questi giorni. Ieri, dopo una traumatica sveglia alle sei del mattino e una altrettanto traumatica partenza da Palafrugel, siamo stati gettati fuori dalla macchina in un luogo del tutto sconosciuto ai nostri occhi. Dopo aver fatto mente locale e aver ritrovato la strada di casa (naturalmente non prima che Nerea si accorgesse di aver dimenticato il cellulare in macchina) ci siamo separati. E mi sono fiondata all’ufficio dell’empadronamiento per diventare cittadina a tutti gli effetti. Ma qui la burocrazia esiste, seppur in forma minore rispetto alla nostra amata Italia. E non avendo dietro l’originale del contratto di casa non potevo far nulla. Quindi sono tornata sui miei passi a testa bassa, fino a casa. Il pomeriggio è passato velocemente cercando disperatamente un lavoro. E’ dura qui, il lavoro non si trova. Mi hanno detto che ci sono moltissime agenzie per trovare lavoro, così mi sono rimboccata le maniche e le ho cercate in internet. Ad una certa mi sono decisa a chiedere aiuto ai torniesi, ho ingranato la prima sul mio bolide Gotty e volando sono arrivata fino al Monroe27. Qui Diego mi ha rassicurata, dicendomi che lui ci ha messo più di un mese per trovarlo, che qui è normale, chq quanod ti chiama il primo cominci a ricevere le chiamate da tutti gli altri, che è normale. Sarà anche normale, ma il mio poste pay piange. Tornata a casa mi sono fatta una bella doccia e mi sono infilata sotto le coperte da tanto ero cotta dal sonno. Naturalmente non prima di aver finito “Romanzo Criminale”. Non mi ero mai accorta di quanto fosse fatto bene. Oddio, non è un filmone mozzafiato, ma per essere una pellicola del suo calibro ( molto basso) non è poi così male come l’anno dipinta.
Oggi invece la mia sveglia ha suonato alle otto e mezza per arrivare prima all’ufficio e fregare le coda di ieri. Ma non ho fatto abbastanza veloce, cazzo. Ho l’originale, documento d’identità, si è la prima volta che mi impadrono a Barcellona, si mi fermo più di sei mesi, no sono qui a lavorare, si vorrei provare a fare quel corso di benvenuto organizzato dal comune. No, aspetti. Quel..coosa? Ebbene, organizzano un corso di ben venuto per i nuovi cittadini di Barcellona. Non a caso qui il motto è Barcellona, buoni vicini. Non credo mi aiuteranno a risolvere Il Mio Problema, ma mi devo ricordare la mia morale empiristica. Cartelletta, documenti, documenti, documenti, empadronamiento, documenti. Ssì, ora posso andare alla Seguritad Social, posso guidare una macchina, posso richiedere i bidoni per la raccolta differenziata. Quante cose posso fare. Wow, che bello, ma Il Mio Problema? Ho preso in mano la situazione e nel pomeriggio ho fatto l’unica cosa che posso fare: fotocopiare curriculum e girare a vuoto. Il tutto grazie a dio accompagnata da Meli e dalle nostre figure di cacca. “Scusi, quanto viene il boccadillo?” “Sono cinque euro se mangi qui o quattro e cinquanta para llevar” “Ah. Grazie e arrivederci.” Ecco, questa è una di quelle. Tre ore e mezza di camminata, tre ore e mezza. Tornata a casa, dopo aver portato su per le scale un materasso, una sedia e una rete del letto, il tutto di Marta, che piano piano si sta trasferendo, mi sono sdraiata a leggere, ma non ho retto. Fino alle otto sonno pesante. Poi doccia, qualche cosa da mangiare al volo e via fuori di nuovo. Proviamo ancora ad andare al cinema. Una volta non c’è nelle sale, l’altra è troppo lontano e oggi abbiamo sbagliato l’orario dello spettacolo. Ma sono fiduciosa, ce la faremo. Oggi abbiamo anche chiamato la proprietaria che si è scusata per il ritardo dei lavori e promette di mandarci qualcuno lunedì prossimo, con due settimane di ritardo. In nel frattempo vivo nel mio intimo bunker, con un buco nel muro e il russare del tipo italiano del piano di sotto. Sì, italiani ovunque. Me ne vado perché non li sopporto e li ritrovo tutti qui. Che palle! Rientro notturno a piedi e ora letto, che domani mi aspettano altre code, altri ticket, altri documenti...
Bunenas Noches
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