lunedì 4 ottobre 2010

DECIMOSEPTIMO Y DECIMOCTAVO DìA


La sveglia suona alle nove e mezza. Stiamo preparando le valigie con calma quando ci rendiamo conto di quanto si tardi. Quindi rotoliamo letteralmente giù dalle scale e ci fiondiamo in strada. Grazie a dio la stazione è dietro casa! Estaciò de Sants non è molto grande e non è la principale di Barcelona, ma è ben collegata a tutto. Sul cartellone però non c’è nessun treno che parte alle undici e un quarto (come ci aveva detto Pau). Ci mettiamo in fila, guardando ansiosamente l’orologio ogni due per tre con la paura di perderlo. Quando arriva il nostro turno però ci dicono che possiamo metterci l’anima in pace perché l’abbiamo perso ma che ce n’è un altro che parte dal binario quattordici alle undici e quarantacinque. Non immaginatevi una stazione normale, con i binari che si susseguono, le banchine che li separano e l’obliteratrice in testa al binario. Qui è tutto molto più funzionale, è come entrare in metro. Prendi le scale mobili e scendi sottoterra. Qui ti trovi davvero ad una fermata della metro qualsiasi. Naturalmente non possono mancare cucarachas che gironzolano tranquille per il marciapiede. Che schifo! Pau non si vede e il treno sta arrivando. Lo prendiamo sperando di essere noi i ritardatari. Il viaggio passa tranquillo, tra un sonno e le grida di una bambina insopportabile dietro di noi. Quando arriviamo, all’una e venti, c’è una macchina che ci aspetta grazie a dio. Perché sarebbe stato impossibile fare tutta la strada a piedi dato che Palafrugell non possiede una stazione e la più vicina è Flaça, a circa tre quarti d’ora di macchina! Comunque arrivati e casa, posiamo le valigie, coccoliamo i tre gatti che girnzolano liberi nel giardino e ci buttiamo su un bellissimo merluzzo con piselli, limone e parate. Qui hanno la favolosa abitudine di vedere film a qualsiasi ora della giornata. Mentre da noi il tempo dei film è solo la sera, perché non c’è tempo di passare il pomeriggio davanti ad una buona peli. Alla fine ci riposiamo guardando Luci della città di Chaplin. Non ricordavo fosse tanto bella. Poi ho scoperto il mondo spirituale di meditazione che si cela dietro una porta nel seminterrato della casa. Un poto magico e rilassante messo in piedi dalla mamma di questa numerosa famiglia che, dopo una vita dedicata ai suoi preziosi figli, ha realizzato di aver bisogno di uno spazio per se stessa. Così ha cominciato a dipingere e a dedicarsi a tutto ciò che è spirituale. Pratica yoga, meditazione e i suoi occhi brillano. Mentre mi mostra i suoi quadri le sensazioni sono solo positive, questa stanza vibra. Poi passiamo al mondo delle pietre, ma non mi racconta molto, mi dice solo che l’indomani mi farà una seduta se voglio. La sera andiamo fuori a cena, un bocadillo non male e una birretta con gli amici. Anche se siamo in un paese a trecento chilometri di distanza la compagnia è la stessa della periferia milanese: tamarrazzi tatuati che partono in quinta sgommando con musica sparata a palla. Questa gente c’è ovunque, grazie a dio.

Luego, ci attende un buon sonno. Un letto grande. Delle coperte calde. Un cuscino e una dormita che non facevo da quasi un mese. Stamattina, infatti, mi sono accorta di avere una schiena. Forse anche prima ce l’avevo, ma adesso è tornata quella di prima. Dieci ore di sonno. Dieci! Fantastico, strabiliante, eccezionale. Sono nuova e carica per la seduta con le pietre. Sono sempre stata attratta dal metafisico e da tutto ciò che è riconducibile allo spirituale. Ma lo scetticismo mi assale quando si parla dei poteri miracolosi di oggetti inanimati. Posso credere nel potere curativo che possiedono i gatti perché con la mia Meggolina lo sperimentavo ogni giorno. Quando c’è qualche cosa che non va, i gatti hanno un sesto senso, lo captano, si appostano sopra al tuo dolore e si concentrano fino a farlo del tutto loro. Per qualche inspiegabile ragione però per loro non reca danno accogliere il dolore degli altri. Per questo secondo me sono esseri superiori. Ma come possono oggetti inanimati compiere qualche “miracolo”? Il mio scetticismo viene forse dall’educazione ricevuta, soprattutto da parte di mia mamma. Lei è molto più cerebrale di me e guarda con sospetto e dubbio tutto ciò che ha a che fare con qualche cosa di metafisico. Per quanto riguarda lo spirituale invece possiede uno spiccato potenziale secondo me, la sempre la sua parte cerebrale la blocca dal lasciarci trasportare. Non che sia una persona ibrida o glaciale, anzi mette molta passione in ogni cosa faccia. Però quando si parla di esperienze extrasensoriali si irrigidisce. Anche io ero così. Ma ho deciso che fino a quando non si prova qualche cosa, si può avere un’idea abbozzata, non si può avere un’opinione definita della stessa. Naturalmente, provare tutto il provabile sulla faccia della terra è impensabile e impossibile. Bisogna avere dei principi da quali farsi guidare, delle regole da seguire e una morale. Ma la rigidità risulta del tutto inversamente proporzionale all’esperienza empirica. Faccio un sospiro ed entro nello studio. La lampada di sale sempre accesa mi tranquillizza: è uguale a quella di casa mia e anche a casa mia è sempre accesa. Il lettino è come quello dei massaggi. Mi ci sdraio sopra e Emilia mi dice semplicemente di rilassarmi. Durante la seduta non si parla, ci si rilassa e basta. Ho già provato qualche volta qualche seduta di meditazione, quindi non dovrebbe risultare tanto difficile. E infatti non lo è: quando comincia a posizionare le pietre su tutto il mio corpo la sensazione che mi passa è quella di una forte tensione, come se un forte campo magnetico stesse piano piano attraversando le mie vene. Nel processo di rilassamento il mio corpo si abbandona e ne perdo le percezione. Tutti possediamo una percezione del nostro corpo dell’interno e dall’esterno. Solo che quella dall’esterno è molto più semplice da captare. Quando meditiamo, il nostro corpo si rilassa a tal punto che l’esterno si trasforma solo in un involucro e l’interno comincia a vibrare. Questo è quello che ho sentito. Una pietre posta nel centro del mio collo mi ha raggruppato tutto il catrame delle sigarette fino a farmi venire la tosse. Qui ho capito che è il momento di smettere. Non sono dipendente, quello che mi manca non è la nicotina è solo il gesto. Così la Emilia mi ha regalato un pacchetto di sigarette alla vaniglia. Proviamo. Tornando alla seduta: finito il processo di rilassamento, vengono tolte le pietre e qui arriva il bello. Mi domanda cosa ho sentito, quali sensazioni ho provato. Le racconto che è stato come se ad un certo punto tutte le pietre si fossero idealmente allineate e avessero raggruppato tutte le energie e avessero cominciato il loro lavoro. Ma non riesco a spiegarlo. Qui comincia a parlare lei. Hai avuto dei problemi al ginocchio destro? Ssscusi?! Oramai ho perso il conto di quante volte sono caduta da piccola. Sempre lo stesso ginocchio, sempre lo stesso dolore. Mi dice che le pietre hanno lavorato molto in quella zona e non solo. Hanno lavorato anche sui piedi. Hai avuto dei problemi ai piedi da piccola? ...pardon?! Piedi piatti fin dalla nascita, diagnosticate mezze lune e solette nelle scarpe quasi a vita. Cure che ho smesso di fare da anni e le conseguenze si vedono. La mia energia viene dal basso, dai piedi. Devo curarli di più, perché in questo periodo sono molto stanchi e stressati. Che stano, non è proprio in questo periodo che cammino come una schiava e che mi lamento per come calzano le All star? Mi anche detto qualcosa riguardo la mia Aura (e qui mi stavo mettendo a ridere ricordandomi Stefano, quando era un nano e contava a nascondino, che diceva di sentire le nostre Auree al settimo piano di casa, quando in realtà eravamo tutto nascosti dietro le colonne del cortile, esattamente dietro di lui). Bene, prova empirica superata. Ognuno di noi possiede un’Aura pura. Non ha niente a che vedere con la bontà o con la malvagia delle persone. È solo un campo magnetico, il nostro campo di energia. Il suo scopo è quello di proteggerci e di fornirci l’energia necessaria a vivere. Il fumo rende sporco questo campo e di conseguenza meno efficace. Io ci credo. Quindi smetto. O per lo meno ci provo realmente, con intenzione e forza di volontà. E mi piacerebbe che anche la mia Scimmia ci provasse. Così possiamo condividere ancora una volta, anche se lontane, una sfida difficile.

Stasera compleanno, si prevedono ubriacature, e a nanna preso dato che domani abbiamo il treno molto molto molto presto e mi attende empadronamiento e securidad social.

Hasta luego chicos!

Nessun commento:

Posta un commento