martedì 19 ottobre 2010

TRENTA Y TRES

La giornata di ieri è stat decisamente poco interessante. Ho comprato del muesli, del latte, succo di frutta. Ho fatto al tessea della biblioteca e le fotocopie dl curriculum. Colma di brivido vero?


Oggi invece comincia decisamente male (svegliata dal cellulare che suona) ma cambia poco dopo. Al telefono mi sveglia una voce di donna, chi diavolo sei?, che mi dice di presentarmi domani al comune per quel famoso meeting organizzato dall’ ajuntamento per i nuovi arrivati a Barcellona. Una sorta di corso di buon vicinato. Mi ha anche detto che c’è una sessione apposta per chi cerca lavoro, domani, ore diciotto e trenta. Speriamo. Mi rigiro, incazzata, nel mio piumone. Ancora cinque minuti, e poi anche se fosse mezz’ora, non ho niente da fare. Noente oggi non vogliono farmi dormire, altro messaggio. Melissa che mi chiede aiuto per camera sua. Oddio, penso, che è successo? Niente di grave, meno male, ma ho trovato qualche cosa da fare. Mi vesto con calma, mangio il muesli comprato ieri, ed esco. Metro, libro e vento che mi sposta le pagine. Fermata Poblesec, Carrer Viladomat, primero primo. La camera non ha nulla di bruciato, rotto o fuori posto. Solo necessitava l’approvazione per la nuova disposizione dei mobili. Decidiamo di uscire. Meta, la nostra preferita: dejar curriculum! Prima un salto alla Boqueria, quel piccolo angolo sudicio e gremito di ogni sorta di personaggio esistente in questo mondo. Costolette di maiale accanto a vassoi di bomboniere di cioccolato al latte. Di tutto e di più. Mosche e rifiuti gettati agli angoli delle strade. Cani randagi elemosinano scarti. La legge della sopravvivenza. Tento di mangiare qualcosa, ma oggi non è la mia giornata. Niente mi attira/ispira, quindi attendo il momento dello shining (che all’alba delle sette e mezza, non è ancora arrivato). Caffè con c.v. annesso, oramai è una tattica: indifferenza iniziale e al momento di pagare, taac, curriculum! Oramai ci capiamo, basta uno sguardo e ci muoviamo in contemporanea. È che siamo nella stessa situazione io e Meli, quindi ci comprendiamo e ci facciamo compagnia. Metodo infallibile comunque. Infallibile vi dico. Cambio meta, IKEA. Di nuovo, ma la amo. Che ci posso fare? Sta volta però non è per me. Giretto turistico attraverso cuscini, asciugamani, peluches per bambini e bicchieri. Troviamo di tutto e anche di meglio, e naturalmente....lasciamo il curriculum anche qui. Potrei chiamarlo Curriculum vitae, ogni vita ha un suo destino. Non chiedetemi cosa, è ancora tutto solo nella mia testa. Autobus al ritorno e camminata solita da Plaça Espanya al mio appartamento. Oramai è come un rito, una pausa di riflessione. Camminare mi ha sempre aiutato a pensare, non riesco a farlo quando sono ferma. C’è chi si sdraia, chi ci dorme sopra e chi cammina, corre, gira in macchina. Io appartengo alla seconda categoria. Di quelli che non riescono a non far nulla e anche se sembra che non stiano facendo nulla, nella loro mente si scatena un urgano di mondi e di cose da fare, creare, costruire. Peccato che di tutto quello che penso faccia un quarto, o anche meno. Dovrei darmi più credito e cominciare davvero a fare quello che penso. Si penso che comincerò da oggi. Non a sopravvalutarmi, ma a stimare sinceramente quello che penso. Stasera casa dei ragazzi tra chitarre e birra, alla Bukowski. Ci piace così.

Ora scusate, ma mi è venuta fame. È il mio momento.


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