Il primo giorno di quello che seta della tua vita non era male, anche se il ritorno a piedi da casa dei ragazzi è stato traumatico. Ci siamo paresi ben due volte, grazie a dio qui c’è in giro gente gentile ad ogni ora, anche alle quattro e un quarto della mattina. Come prima notte nel mio nuovo lettino non è stata poi così male, sono riuscita anche ad adattarmi alla luce del mattino dato che per ora non possiedo la persiana. A mezzodì è arrivata Marta a vedere la situazione nella sua stanza. Poverina è quella più indietro di tutti. Io mi sono già mezza sistemata mentre, Nerea anche, mentre lei deve ancora cominciare. Colpa delle lezioni che le durano tutto il giorno. Que raro, alla più piccola di tutte e tre è toccata la stanza più grande! Poi suona il citofono e si presenta una signora di classe con tanto di Vuitton alla mano, ci da le chiavi e risolve tutti i problemi che abbiamo in casa con la bellezza di due chiamate. Che santa! E santa anche la sua Vuitton, dai. È andata, possiedo le mie chiavi personali con tanto di portachiavi fatto con il mio Cane (la Grazzasaur) durante il gran premio. Ora posso davvero andare e venire quando mi pare quindi, esco. Cappuccino dal mio amico sotto casa e armata di grandi sorrisoni mi sono fatta tutta la Rambla, locale per locale. Ho anche ritrovato quel piccolo carrer dove stava il ristorante convenzionato con l’ostello di due anni fà quando siamo venuti qui in gita. Sì si, proprio quello in cui ci hanno spacciato per pasta italiana un miscuglio di tortellini, gnocchi, tagliatelle, spaghetti, fusilli e quant’altro con spruzzato sopra una striscia di ketchup rigorosamente americano. E non mancava il formaggio, il colore era alieno ma hanno tentato comunque di convincerci che fosse parmigiano reggiano d.o.c. Beh, pensate un po, lo stanno sventrando per bene. Ed era anche ora, direi io!
Comunque passeggiando per le strade mi sono accorta che questa città non ha pregiudizi. C’è ogni tipo di personaggio e ogni tipo di personaggio può fare qualsiasi lavoro. Ho visto poliziotte con pearcing al labbro, agenti di borsa (o comunque in giacca e cravatta) con tatuaggi sulle braccia e capelli di ogni colore.
Poi mentre ero in coda per approfittare di sconti da H&M, mi sono accorta di non avere la carte di credito. Che figura. Con molta molta nonchalance e a testa bassa sono sgusciata via dalla coda e me ne sono andata a gambe levate, talmente tanto che la guardia mi ha fissato con occhi sospetti. Evabbè!
Tornata a casa abbiamo aspettato che la città riprendesse vita dopo la siesta cinque e siamo andate a comprare la pintura per domani. Meno male che vengono delle amiche di Nerea ad aiutarci tutto domani. Perché se cominciamo come oggi andiamo molto molto male: venticinque chili di pittura bianca, due barattoli da tre chili l’uno, pennelli vari e quattro braccia di ragazze a portali. Eravamo distrutte, soprattutto dopo i tre piani a piedi. Riposino veloce di tre/quattro minuti e via a mettere lo scotch su tutti gli stipiti, prese della corrente, armadi e finestre. E domani via, giù a pitturare tutto il giorno e poi si va a festeggiare.
Stasera nuova esperienza, cinema e poi Bosco delle fate, un posto magico e misterioso nel centro di Barcellona.
Hasta luego chicos!
Nessun commento:
Posta un commento