La storia di oggi ha dell’incredibile. Sveglia presto, cappuccino dal nostro amico sotto casa e la prima metà è Mercado du Glories un piazzale ricolmo di bancarelle con oggettistica più che varia. Dagli abiti vintage alle cinture ad un euro. Ma il mio obbiettivo era una bici usata e molto dal prezzo baratto. Rimango incantata dall’incredibile somiglianza con la parte più a nord di Portobello, quella in cui il banco di vendita è un semplice telo sbattuto a terra ma nella quale trovi le cose più belle e rare di questo mondo. A parte l’incanto e il momentaneo teletrasporto oltremanica, la mia amica bici non la trovo. Passeggio fino alla Sagrada Familia, osservo gruppetti di vecchi ammassati di fronte a bar poco raccomandabili, riprendo la metro e me ne torno a casa per pranzare. Alle cinque arriva la Raqui per accompagnarmi alla commissaria più vicina a casa mia e fare questo benedetto N.D.I senza il quale non sono nessuno per lo stato spagnolo. Pensare che mi hanno fatto storie anche per tare le tarjeta del cellulare perché mi mnacava wuesto codice! Ma il mossos di squadra in cui andiamo è solo una sorta di polizia municipale, devo andare in un altro che si trova vicina al Mirador. Rimandiamo a domani, vista l’ora. Piccola capatina alla Decatlon del centro commerciale dietro casa mia (anche questa grande scoperta). Bici troppo grandi e costose. Mi scoraggio e inizio a rassegnarmi ai milioni di euro che spenderò per la metro. Ma mai mai perdersi del tutto. Il mondo ha un suo ordine cosmico, basta pensare positivo e tutto si allinea a tuo favore. Altra metro, direzione Encants, casa della Raqui dove c’è un negozio di bici usate. Anche qui troppo costose. Bene, è giunto il momento di fare di testa mia. Di nuovo in metro, direzione Liceu, altro biciclettaio, per così dire naturalmente visto che è una cantina in cui il pavimento quasi non si vede da tante sono le bici buttate ovunque. Dentro un ometto a petto nudo e sporco di olio ovunque e un ragazzo, che scopro essere originario del Bangladesh, che sta mettendo a posto il freno della bici in cambio di cinque euro e una canzone dedicata all’uomo-olio. Chiacchiera qui chiacchiera là, bici pieghevole a sessantacinque euro. Merda, ho dietro solo cinquanta. Chiedo per una caixa para secar dinero e il ragazzo mi accompagna. “Qui la zona alle otto di sera non è bella” mi spiega. È simpatico e gentile. Ma soprattutto, ad un certo punto se ne salta fuori con una proposta: “sessantacinque euro sono troppi per quel catorcio usato e vecchio, ti dò la mia se vuoi”. Cosa, cosa, cosa? Gli offro cinquanta euro. Ragionevole, dato che è usata anche la sua, pieghevole e con un nome assurdo: Gotty. Torniamo indietro dal vecchi e ci inventiamo una balla per liquidarlo. Il ragazzo mi scorta fino a Plaça de Catalunya sempre convinto che sia meglio accompagnarmi. Nel frattempo mi domanda da quanto sono qui, cosa faccio, che lavori cerco. “Cameriera” gli rispondo. “Io lavoro in un albergo a Badalona, sono aiuto cuoco. Cercano cameriere di piso. Sai rifare un letto?”. Domanda e ambigua. “Certo che lo so rifare!” “Bene, domani chiama questo numero, chiedi della jefa e fatti dare un appuntamento. Pagano bene, il lavoro è la mattina. Si, è a Badalona, mezz’ora di metro. Però per mille euro al mese potresti farlo uno sforzo!”. Nella mia mente le uniche parole che trovo sono: OH CAZZO. Chiamo sì domani, alle sette del mattino. Arrivati alla fine della Rambla tiro fuori il portafoglio, prendo i soldi e... “Naaaaa, no passa nada!” Cosa, cosa, cosa? Non ci capisco più nulla. Tu mi trovi un lavoro, mi scorti per mezz’ora, ti inventi una balla con me e mi regali la bici? Tu non sei normale. Ci riprovo, ma proprio non li vuole! “Scusa, tu sei appena arrivata, hai bisogno di quei soldi. Io lavoro da tanti anni e a casa ne ho un’altra di bici!”. Si il mondo ha un suo ordine. Così imbocco Paral-lel e con la musica nelle orecchie tiro dritta fino a Plaça Espanya, giro a destra faccio tutta Avenida Tarragona ed ecco che sbuco sulla mia preferita: Provençia. Ed ecco le prime scale con la mia Gotty in spalla. Non è facile, non lo è per niente. Ma almeno il tutto è divertente e ogni giorno è diverso, è nuovo, una scoperta. Stasera però stramazzo sul divano, filmetto e a letto presto. Domani mi aspetta tutta la trapela dei documenti e l’acchiappamento al Monroe27.
La buona stella è così buona perché c’è tanta gente che mi pensa. Grazie.
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