È passata una settimana e mi scopro in un casa sconvolta, asimmetrica e ridipinta tutta. Maldido colui che ha deciso di dipingere quelle cazzo di pareti di azzurro. Bianco vs. Azzurro, non è cosa, perde in partenza.
Stamattina mi ha svegliato un omino dall’aspetto curioso che si è rivelato fatale perché ora abbiamo acqua calda! E anche lui mi credeva russa. Come mai sembro una doppiatrice italiana che parla spagnolo dando un’accento russo al tutto? È imbarazzante, merdina secca.
Ho anche fatto un sogno pazzesco: sono a Milano, a casa mia, e sta per arrivare uno tzunami, ma sappiamo come affrontare la situazione (da quando gli tzunami sono di casa in Lombardia?) . Mia mamma però decide comunque di andare al cineforum non le sue amiche. Stavo mangiano con papà quando arriva uno scossone di terremoto più forte del normale, mi affaccio al balcone della sala e vedo tutte le case della mia via sventrate. Alzo lo sguardo e vedo Dario sul suo di balcone che terrorizzato mi guarda.
Bene, non avevo fumato, ne bevuto, ne tantomeno mangiato pesante. Ieri sera infatti alla fine si era fatto troppo tardi e abbiamo rimandato il cinema. Mah.
Comunque se oggi fosse entrato qualcuno di soppiatto in casa ci avrebbe preso per tre pazzi: Nerea in reggiseno e jeans con un cuore di pittura dipinto sulla faccia, io rigorosamente in pigiama ricoperta di pallini bianchi e rosa dalla testa ai piedi e Dani in piedi su una sedia con un mini pennellino a rifinire le pareti con un tocco molto molto effeminato. Numerose però sono state le pause, con l’immancabile cerveza e giù a dialogare di musica, del consumismo, di come cambiano i tempi. Abbiamo anche mangiato abbastanza nella norma, italiana naturalmente.
Ora primo appuntamento: alle undici in Palça de Catalunya.
Pensatemi taaanto.
Buona notte a tutti.
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